
Extraterrestre Casey Stoner (Ducati). Il campione del mondo in carica, dopo aver dominato il Gp d’Inghilterra lo scorso weekend, non lascia scampo ai suoi avversari anche nel Gp d’Olanda, sul circuito di Assen. Partito in pole, Stoner viene passato da Pedrosa al via ma l’australiano impiega solo un giro per liberarsi dello spagnolo della Honda. Impressionante, quasi imbarazzante, lo strapotere di Stoner che, in sella alla sua Ducati, comincia ad inanellare giri veloci. Una fuga inevitabile quella del fenomeno australiano che sembra essere tornato definitivamente sui livelli della passata stagione. Seconda vittoria consecutiva per il campione iridato che ritorna prepotentemente in corsa per il Mondiale.
E Valentino Rossi? Il Dottore, scattato dalla terza piazza al via, scivola subito in sesta posizione ma complica tutto finendo addosso a de Puniet nelle primissime curve. Rossi, però, riesce a rialzare, anche se con qualche difficoltà, la sua M1, che però è irrimediabilmente danneggiata: in particolar modo la leva del cambio. Gara ovviamente tutta in salita e chiusa comunque all’undicesimo posto, che valgono almeno 5 punti per la classifica generale. Punti preziosissimi per Rossi, viste le condizioni della sua Yamaha, ma insufficienti per mantenere la leadership del Mondiale, con Pedrosa (che chiude secondo, a circa 11 secondi da Stoner) nuovo leader a quota 171 punti, quattro in più del Dottore (167). Completa il podio Colin Edwards (Yamaha Tech 3) che beffa negli ultimi metri il connazionale Hayden (Honda), rimasto al palo per aver finito il carburante. Beffa terribile per Kentucky Kid, autore di una buonissima gara. Ottimo quinto posto per Andrea Dovizioso (Honda Team Scot) che precede Lorenzo e Vermeulen. Ennesima da dimenticare per Marco Melandri (Ducati), che chiude purtroppo in ultima posizione, a quasi un minuto dal suo compagno di squadra.
Mondiale apertissimo ed equilibratissimo con Stoner che attualmente sembra di un altro pianeta. L’australiano, grazie alle ultime due vittorie di Donington e Assen, si porta a quota 142 punti (a meno 29 da Pedrosa) e si candida prepotentemente, visto lo straordinario momento di forma del pacchetto Stoner-Ducati, come principale favorito per la vittoria finale.


Ieri, l’openSUSE Project ha ufficialmente annunciato il rilascio di openSUSE 11.0. Si tratta sicuramente, assieme a ad Ubuntu Hardy Heron e Fedora 9 Sulphur, di una delle release più attese dagli utenti Gnu/Linux, per quest’anno. OpenSuse è un ottima distribuzione nata nel 2005 dalla decisione della Novell di aprire lo sviluppo di Suse a sviluppatori ed utilizzatori esterni all’azienda (in maniera analoga a quanto già fatto da RedHat con Fedora). OpenSUSE è cresciuta molto in questi anni, fino a diventare il principale rivale di Ubuntu nel campo dei desktop Gnu/Linux. Tanto che oggi c’è addirittura chi la considera la Mercedes-benz delle distribuzioni Linux. OpenSUSE 11.0, include tantissime nuove caratteristiche, più di 200. È basata sul kernel 2.6.25.4 e sul server grafico X.org 7.3 ed è disponibile sia con Gnome 2.22, che con KDE 4, che con KDE 3.5 (molto più familiare agli utenti openSUSE).









